Diffido di chi promette facili e rapidi risultati con l’e-mail marketing.
Non sono d’accordo con chi ha già sentenziato l’inevitabile scomparsa dell’e-mail marketing.
In cosa credo? Nel metodo e nell’esperienza.
La e-mail di per sé è uno strumento, neutro. E’ il come viene applicato che decide in un secondo momento la sua effettiva utilità.
Concordo quindi con chi sostiene la limitata efficacia dell’e-mail marketing nella generazione di nuovi clienti, ma solamente se vengono commessi questi madornali errori:
- si colpisce a freddo una lista di nominativi (compro o dispongo di un db contatti ed invio loro tout court una bella offerta)
- non si è attuato nei confronti del potenziale cliente un processo di educazione al prodotto/servizio che si vuol vendere
- viene considerata la campagna e-mail come evento isolato e non abbinato ad altre attività complementari e necessarie, passate e future
Mi spiego meglio.
Dicevo che la e-mail è uno strumento, giusto? Ma è anche un elemento di un processo più ampio, che io chiamo processo di educazione del cliente.
Tutte le scuole di marketing insegnano che bisogna far nascere il bisogno nel cliente. Perfetto.
Come genero il bisogno? Il bisogno nasce dalla consapevolezza di una necessità. Chiaro.
Come creo la consapevolezza di una necessità? Dalla conoscenza di determinate informazioni.
Ecco quindi che il far conoscere al cliente determinate informazioni è il processo di istruzione e di educazione, che tradotto in ottica business, è il processo di influenza della decisione all’acquisto del potenziale cliente.
Istruirlo è come sedurlo: sperare di conquistare un partner con i soli colpi di fulmine è una strategia da eremita. Conquistiamoli quindi! Come? Con l’informazione.
Che passi seguire allora?
Prima di tutto è necessario preparare il background per la futura azione di e-mail marketing, mettendo on-line a disposizione di tutti i potenziali clienti piccoli assaggi del proprio know-how sui prodotti e servizi che vogliamo vendere (non si pesca bene senza pastura). Qui ci viene incontro il blog aziendale, le cui note proprietà di “risveglio dell’interesse del cliente” vi illustrerò nei prossimi articoli.
Una volta strutturata la versione di partenza del blog, si procederà a dar vita ad una serie di comunicazioni e-mail incentrate su contenuti utili, che avranno il doppio fine di stimolare il desiderio di conoscenza del cliente, e di attirarlo per approfondimenti dentro al blog.
Questa continuativa attività informativa porta il cliente ad essere più consapevole del prodotto/servizio, delle sue caratteristiche, e della sua utilità: tutti fattori decisivi per influenzare la propensione all’acquisto.
Attenzione però, anche qui non bisogna compiere degli errori fondamentali: blog e newsletter devono essere impostate secondo precise logiche di qualità di contenuto, di qualità della forma espressiva (copywriting persuasivo per la creazione di interesse), e di tempistica.
Se viene meno uno di questi elementi, il risultato ne potrebbe soffrire.
Concludendo, l’e-mail marketing funziona, ma solo a determinate condizioni.
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