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	<title>Comments on: Un errore diffuso nella gestione del ricontatto.</title>
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	<description>Marketing e dintorni</description>
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		<title>By: Federico</title>
		<link>http://www.conversazionimarketing.com/trovare-clienti/errore-diffuso-nella-gestione-del-ricontatto/comment-page-1/#comment-186</link>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2008 09:23:32 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Sandro,
quesito non poteva essere più centrato.
Molte aziende, effettivamente, non si rendono conto del valore del contatto in quanto sono afflitte da due sindromi: la sindrome del &quot;sono er mejo e ti faccio un favore&quot; e la sindrome de &quot;il cliente è stupido&quot;.
Mi spiego. Molte aziende hanno una percezione della loro immagine e del loro posizionamento &quot;leggermente&quot; sopravvalutata. Ritenendosi, a prescindere, una grande azienda tendono a trattare i clienti normali (e a volte anche quelli importanti... che spesso sono molto più grandi di loro) quasi con fastidio. Pensano: sei tu, cliente, che stai alle mie regole! 
Ma il marketing non dice esattamente il contrario?
La seconda sindrome porta invece a disegnare al cliente sempre la situazione migliore, prescindendo da quello è il reale status delle cose. Mi spiego. Il cliente chiede un lavoro in dieci giorni (magari sapendo già in partenza che è una tempistica impossibile, ma fa il suo lavoro... ci prova). Cosa fa l&#039;azienda? Invece di dire &quot;no!&quot; cosa risponde? Pronti!  (già qualche anno fa Vasco cantava &quot;c&#039;è chi dice no!&quot;, questi che dicono &quot;no&quot; in azienda sono in via di estinzione).
Come va a finire? Il lavoro viene consegnato dopo venti giorni e il cliente, giustamente, si incazza.
Il cliente non vuole necessariamente miracoli e non vuole degli &quot;yesman&quot;, vuole che vegano rispettate le promesse.
Però il cliente non è neanche stupido. Promessa non mantenuta vuol dire grossa insoddisfazione e, aggiungo, leggera sensazione di &quot;presa per il c...&quot;. 
L&#039;azienda fornitrice ha pensato di essere più furba (tanto il cliente non ha protestato e se lo ha fatto ha mantenuto un certo garbo) ma in realtà ha aperto un bel portone verso la perdita del cliente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Sandro,<br />
quesito non poteva essere più centrato.<br />
Molte aziende, effettivamente, non si rendono conto del valore del contatto in quanto sono afflitte da due sindromi: la sindrome del &#8220;sono er mejo e ti faccio un favore&#8221; e la sindrome de &#8220;il cliente è stupido&#8221;.<br />
Mi spiego. Molte aziende hanno una percezione della loro immagine e del loro posizionamento &#8220;leggermente&#8221; sopravvalutata. Ritenendosi, a prescindere, una grande azienda tendono a trattare i clienti normali (e a volte anche quelli importanti&#8230; che spesso sono molto più grandi di loro) quasi con fastidio. Pensano: sei tu, cliente, che stai alle mie regole!<br />
Ma il marketing non dice esattamente il contrario?<br />
La seconda sindrome porta invece a disegnare al cliente sempre la situazione migliore, prescindendo da quello è il reale status delle cose. Mi spiego. Il cliente chiede un lavoro in dieci giorni (magari sapendo già in partenza che è una tempistica impossibile, ma fa il suo lavoro&#8230; ci prova). Cosa fa l&#8217;azienda? Invece di dire &#8220;no!&#8221; cosa risponde? Pronti!  (già qualche anno fa Vasco cantava &#8220;c&#8217;è chi dice no!&#8221;, questi che dicono &#8220;no&#8221; in azienda sono in via di estinzione).<br />
Come va a finire? Il lavoro viene consegnato dopo venti giorni e il cliente, giustamente, si incazza.<br />
Il cliente non vuole necessariamente miracoli e non vuole degli &#8220;yesman&#8221;, vuole che vegano rispettate le promesse.<br />
Però il cliente non è neanche stupido. Promessa non mantenuta vuol dire grossa insoddisfazione e, aggiungo, leggera sensazione di &#8220;presa per il c&#8230;&#8221;.<br />
L&#8217;azienda fornitrice ha pensato di essere più furba (tanto il cliente non ha protestato e se lo ha fatto ha mantenuto un certo garbo) ma in realtà ha aperto un bel portone verso la perdita del cliente.</p>
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		<title>By: sandro</title>
		<link>http://www.conversazionimarketing.com/trovare-clienti/errore-diffuso-nella-gestione-del-ricontatto/comment-page-1/#comment-181</link>
		<dc:creator>sandro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 May 2008 15:33:02 +0000</pubDate>
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		<description>Federico, 

non potevi essere più chiaro ed esaustivo nella tua analisi, che condivido al 100%. 

Un quesito però continua a ronzarmi per la testa: ma le aziende si rendono conto dell&#039;effettivo valore di un contatto? E di quello che perdono non considerandolo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Federico, </p>
<p>non potevi essere più chiaro ed esaustivo nella tua analisi, che condivido al 100%. </p>
<p>Un quesito però continua a ronzarmi per la testa: ma le aziende si rendono conto dell&#8217;effettivo valore di un contatto? E di quello che perdono non considerandolo?</p>
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		<title>By: Federico</title>
		<link>http://www.conversazionimarketing.com/trovare-clienti/errore-diffuso-nella-gestione-del-ricontatto/comment-page-1/#comment-180</link>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 May 2008 15:25:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.conversazionimarketing.com/trovare-clienti/errore-diffuso-nella-gestione-del-ricontatto/#comment-180</guid>
		<description>Il problema riguarda trasversalmente tutte le aziende. La focalizzazione è massima sulla fase di new business, di acquisizione del nuovo cliente e del relativo ordine pensando che, passata questa fase, il grosso sia fatto. In realtà il bello arriva proprio dopo l&#039;acquisizione. Volendo parlare &quot;markettaro&quot;, i concetti di customer satisfaction e di customer retention sono ancora troppo sovente concetti astratti. Ci si dimentica che aspetti quali: rispetto delle tempistiche, attenzione alle esigenze del cliente (anche e soprattutto dopo l&#039;acquisizione dell&#039;ordine), gestione del rapporto interpersonale, gestione delle contestazioni, etc, etc, fanno parte integrante del prodotto che andiamo a vendere (fatto non solo di elementi &quot;hard&quot;, senza nessuna evocazione a luci rosse, ma anche di elementi soft e intangibili).
Le agenzie viaggio in questione sono riuscite nel doppio risultato negativo: buttar via l&#039;investimento per acquisire il cliente (che aveva dato i suoi frutti visto che inizialmente è stato chiesto il preventivo) e perdere il cliente per sempre senza neanche iniziare (visto che che saranno stati elegantemente depositati in black list).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema riguarda trasversalmente tutte le aziende. La focalizzazione è massima sulla fase di new business, di acquisizione del nuovo cliente e del relativo ordine pensando che, passata questa fase, il grosso sia fatto. In realtà il bello arriva proprio dopo l&#8217;acquisizione. Volendo parlare &#8220;markettaro&#8221;, i concetti di customer satisfaction e di customer retention sono ancora troppo sovente concetti astratti. Ci si dimentica che aspetti quali: rispetto delle tempistiche, attenzione alle esigenze del cliente (anche e soprattutto dopo l&#8217;acquisizione dell&#8217;ordine), gestione del rapporto interpersonale, gestione delle contestazioni, etc, etc, fanno parte integrante del prodotto che andiamo a vendere (fatto non solo di elementi &#8220;hard&#8221;, senza nessuna evocazione a luci rosse, ma anche di elementi soft e intangibili).<br />
Le agenzie viaggio in questione sono riuscite nel doppio risultato negativo: buttar via l&#8217;investimento per acquisire il cliente (che aveva dato i suoi frutti visto che inizialmente è stato chiesto il preventivo) e perdere il cliente per sempre senza neanche iniziare (visto che che saranno stati elegantemente depositati in black list).</p>
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