Quanto può incidere il packaging sul processo d’acquisto di un prodotto? Guardate un pò questo video, e poi ne parliamo.
Chiaramente l’esempio che vi ho proposto è una forzatura voluta sul tema, proprio per stuzzicarne il dibattito.
Il packaging, ossia l’insieme delle attività di design e di produzione del contenitore del prodotto, può indubbiamente avere delle forti leve per incidere sul processo di acquisto di un prodotto tangibile, direttamente valutabile dal cliente attraverso le sue esperienze sensoriali.
Ma nel caso della vendita di unprodotto Web, come per esempio un infoprodotto, un sito, o quant’altro, ha ancora senso parlare ancora di packaging?
E nel caso di vendita di prodotti tangibili attraverso il Web, ha ancora influenza questo elemento?
In tutti e due i casi l’aspetto del packaging viene assorbito completamente dalla “comunicazione”, ossia da come viene impostata la campagna comunicativa per la vendita di prodotti Web, o per la vendita di prodotti attraverso il Web.
Assume di conseguenza un ruolo centrale avere un sistema efficace per ricevere richieste commerciali e per chiuderle in vendita: Nicola dà degli ottimi consigli a riguardo in questo suo articolo.
Oggi volevo proporre ai lettori di Conversazioni Marketing una piccola cosa utile che abbiamo preparato a supporto della campagna di comunicazione di VenditeWeb.
Si tratta di un mini corso gratuito via mail sulle tematiche dell’acquisizione clienti attraverso il web.
La pagina (name squeeze page) era già stata presentata da Nicola in questo post.
Solo che Nicola l’ha presentata dal punto di vista della metodologia, mentre oggi io la presento nella sostanza.
Cosa si trova nel mini corso?
Alcuni video con dei casi concreti, dei report di approfondimento su alcuni degli aspetti più interessanti, trucchi pratici (commerciali e di web marketing) ed in generale tanti spunti di riflessione su uno dei temi che ci appassiona di più:
Internet come strumento per acquisire nuovi clienti e posizionarsi commercialmente in maniera diversa!
Aspettare l’ora di pranzo per scrivere quest’articolo è stato come torturarsi.
Bene, se anche tu come me hai sempre molta fame, ma al contempo ti scoccia quietare lo stomaco con il solito, noioso e prevedibile pasto mordi e fuggi, ti consiglio di visitare www.opensourcefood.com.
Si tratta di una sorta di comunità facebookiana alimentata dagli amanti del cibo di tutto il mondo, da provetti cuochi e umili amateurs: ci si iscrive, si inseriscono le ricette personali complete di indicazioni e foto, e si esprimono giudizi su ricette di altri appassionati che nel frattempo si sono testate.
Essendo poi ogni ricetta taggettizzata, con il motore di ricerca interno si può vedere come un certo ingrediente (ex: pesto) venga utilizzato da altre persone anche di altri paesi, permettendo così di entrare in contatto con più interlocutori.
L’idea mi piace molto non solo per il fatto di avere una corretta impostazione grafica e di usability, ma per le interessanti prospettive di business che si presentano, ovviamente, ai suoi ideatori: riunire infatti una comunità di persone legate da interessi e passioni comuni, e dar loro continui input affinchè si allarghi e si rinvigorisca, è il punto di partenza per attuare rilevanti operazioni di vendita (lanci di prodotto, up e cross-selling con servizi o prodotti di particolare interesse). Di questo ne avevamo già parlato anche in relazione ai blog aziendali.
Tutti prodotti che hanno una loro utilità, ma che al supermercato vengono scelti al 99% per la componente “prezzo più basso”.
Se però un giorno ti dovesse capitare di imbatterti in uno dei prodotti che ora ti presento, sono sicuro che le regole del gioco cambierebbero, ed il prezzo avrebbe meno peso.
Rivediamo quindi la lista iniziale:
Bicchieri di carta.
Porta stuzzicadenti.
Caraffa in vetro.
Presine per pentole.
Stampi per ghiaccio (questa è davvero eccezionale)
Bene, sia sempre benvenuta la creatività, e complimenti a chi ne fa buon uso (anche, perchè no, a fini commerciali).
P.S.: se non siete sazi, nel sito dell’azienda produttrice Fred & Friends troverete altre idee illuminanti!
Se desideri costuirti una mailing list, uno degli strumenti più utili è la squeeze page, cioè la pagina cattura indirizzi.
Eccoti un’immagine di esempio:
Come vedi, in questa pagina vengono offerte una serie di informazioni utili in cambio della registrazione alla newsletter.
Pagine come queste le puoi ad esempio promuovere tramite Adwords.
L’importante è offrire qualcosa di gratuito che attiri il pubblico che desideri.
Ad esempio, se desideri attrarre alla tua newsletter un pubblico interessato alle auto d’epoca, potresti offrire un report gratuito con informazioni interessanti per questa specifica nicchia di appassionati.
E’ di qualche mese fa la notizia che alcuni ricercatori argentini sono riusciti a sintetizzare e razionalizzare il processo creativo che dà forma e corpo ai loghi aziendali.
La rapidità con cui questo evento ha fatto il giro del mondo è stata pari solo alla rapidità con cui ha generato uno tsunami di reazioni contrastanti tra le posizioni ostruzionistiche e dure dei “creativi conservatori”, timorosi di una possibile perdita di autorevolezza, e le posizioni più aperte di chi vede nella condivisione del sapere il progresso comune.
Grazie ai nostri canali informativi siamo riusciti a venire in possesso di alcuni passi molto interessanti della ricerca, che prontamente andiamo a riportiarvi.
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Una delle ultime pagine della ricerca ci è giunta purtroppo incompleta: avete qualche idea sull’identità dell’azienda in questione?
Tra le cose che restano costantemente di grande attualità tra coloro che si occupano di comunicazione, ci sono le citazioni dei grandi del passato.
Per tutti coloro che hanno un debole per Ogilvy, uno dei padri della moderna comunicazione pubblicitaria, c’è una bella iniziativa a cui partecipare.
La filiale italiana della multinazionale dell’advertising fondata dal grande pubblicitario, ha infatti lanciato da qualche tempo un sito legato da un lato al concetto di web 2.0, dall’altro all’eredità spirituale di Ogilvy, sottoforma di citazioni.
Il sito è www.redbooks.ogilvy.it e permette, una volta iscritti, di lasciare un proprio pensiero o aforisma riguardo al mondo della comunicazione.
Inoltre, c’è la possibilità di richiedere gratuitamente il “libro rosso” delle citazioni di Ogilvy, che raccoglie tutto il meglio del suo pensiero e delle sue intuizioni capaci spesso di precorrere i tempi.
Un’ottima opportunità per i giovani e vecchi pubblicitari distratti, di ripartire dalle basi del mestiere, ossia da un distillato dei pensieri di colui che, tra le altre cose, ha creato il concetto di brand aziendale così come è oggi concepito.
P.s.: a proposito, tra le vittime delle citazioni di Ogilvy, mi ci metto anch’io (leggi qui)!
A proposito di marketing per PMI, ecco 2 concetti che usano le grandi aziende ma che alle PMI tornano poco utili…
Il primo è quello di quota di mercato.
A volte ho l’impressione che la quota di mercato sia una scusa. Quando le vendite non crescono più di tanto si fa un confronto con i concorrenti e si dice: beh, la nostra quota di mercato è migliorata di un pochino, forse.
Ma poi succede che il concetto di quota di mercato potrebbe distrarre dall’obiettivo principale: vendere di più.
Magari inventando nuovi prodotti, nuove strategie di marketing. Oppure aggredendo nuovi mercati.
Il secondo concetto che non mi torna molto è quello del budget di marketing.
Se gli investimenti in marketing fanno guadagnare, perchè mettere un tetto a quanto puoi investire?
Su ho un investimento che porta guadagno, cercherò di investirci il più possibile!
Su questo stesso tema trovi altri spunti in questo articolo sul budget di marketing.
Sai che il 95% del successo di un’azienda dipende da come è composto il suo team?
Secondo Brian Tracy, oratore d’eccezione in tema di dinamiche aziendali, l’ultima tendenza del mondo del business è la formazione di team multi-tasking.
Questo fenomeno consiste nella creazione di squadre di lavoro “personalizzate” in vista degli obiettivi aziendali da raggiungere.
Un buon manager deve sempre avere in mente il risultato che vuole ottenere e capire, di conseguenza, quale è la “formazione” più adatta a tale scopo.
Se conosce le competenze di tutti i suoi dipendenti, sarà in grado di “mixarle” nel modo giusto, per creare un team vincente.
La stessa formazione, poi, potrà essere utilizzata altre volte, se necessario, oppure si “scioglierà” e si creerà un’altra squadra, composta diversamente, in vista di nuovi obiettivi.
Il team “su misura” diventa, così, la chiave del successo nel mondo del business, perché permette di valorizzare ed utilizzare al meglio le potenzialità di ciascun collaboratore e raggiungere più efficacemente i risultati.
Tracy, in particolare, suggerisce due modelli di team, a cui puoi ispirarti per la tua attività.
1) Squadra di baseball.
In questo sport, i giocatori hanno specifiche posizioni che non devono lasciare, né intercambiare. Pur lavorando per raggiungere un unico obiettivo, ogni giocatore assume un ruolo specifico.
Questo modello di squadra può essere paragonato ad un’équipe di specialisti che produce video televisivi. Più persone con competenze diverse, cameraman, tecnici del suono, macchinisti, lavorano nel proprio ambito specifico, senza possibilità di sostituirsi l’uno con l’altro e, in questo modo, offrono il proprio contributo alla realizzazione del progetto.
2)Squadra di calcio.
In questo caso, i giocatori devono muoversi tutti insieme per riuscire a fare goal; devono coordinare i movimenti, le azioni, le strategie come se fossero un solo giocatore.
In questo modello sono fondamentali l’armonia, il feeling, la sintonia che si creano tra tutti i componenti della squadra.
E’ proprio quello che accade in un’agenzia pubblicitaria.
Più professionisti, grafici, copy writer, lavorano a stretto contatto per la creazione di una campagna promozionale.
Le competenze dell’uno devono “combinarsi” con quelle dell’altro per realizzare un prodotto finale “armonioso”, in cui immagini e testo si fondono completamente.
Ognuno di questi modelli è più adatto ad una specifica attività, ma il segreto per farli funzionare tutti al meglio è diventare un buon allenatore!
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