Aggregatori di contenuti web: quando vale la pena usarli?

Per aggregatori di contenuti intendo strumenti come Tumblr che “vanno a pescare” contenuti da più fonti e li ripropongono poi in un unico sito in modo automatizzato.

Dal pannello possono poi essere aggiunti contenuti originali e postati solo ad uso e consumo di quel sito.

Ad esempio noi di Lemonfour abbiamo utilizzato Tumblr per creare questo sito che raccoglie i feed del mio blog e quello di Nicola

Se dovessi esprimere un parere, direi che, per quanto l’esperimento non sia tra quelli da noi più seguiti, non ci sta soddisfacendo appieno.

Soprattutto per lo scarso apeal che il sito ha nei confronti dei motori di ricerca.

Nonchè per le scarse opzioni di personalizzazione del template fornite da Tumblr (almeno senza sbattersi troppo).

Senza poi contare vari dubbi sul discorso della duplicazione dei contenuti, che potrebbe non essere vista di buon occhio ad esempio da Google.

Sull’argomento vi segnalo questo corposo post del blog di Matteo Brunati che affronta con grande dovizia di particolari questo ed altri aspetti correlati all’uso di contenuti provenienti da più fonti.

Tornerò più avanti su questo argomento, per segnalarvi invece un caso concreto che si sta profilando al nostro orizzonte, in cui l’uso di un aggregatore di contenuti di questo tipo potrebbe essere la soluzione di un bel problema… a presto.

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