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Google Sites il CMS di Google

Oggi ho dato una rapida occhiata a Google Sites, il cms gratuito che Google mette a disposizione per poter creare un sito in alcuni semplici passaggi.

Ho anche creato un sito test in 5 minuti

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Ben fatto e facile da usare (chissà che sospiro di solievo in quel di Montain View, adesso che sanno che hanno la mia approvazione ;-) ).

Bellissime certe integrazioni Ajax nell’interfaccia utente, che la rendono particolarmente intuitiva.

Molto facili da usare tutte le funzionalità, con la possibilità di integrare tutte le varie Google Aps ma non solo…

Piena integrabilità, come è ovvio, anche di Google Analytics e quant’altro.

Unica nota dolente la grafica: possibile che non si riuscisse a fare qualcosa di più per i box di testo e le altre aree editabili?

La domanda da porsi adesso è questa: chissa come verranno indicizzati i siti creati…?

Staremo a vedere.

Content Management System: 5 buoni criteri di scelta

Un Cms o Content Management System è un software che permette di aggiornare rapidamente e di solito senza nessuna nozione di programmazione, i contenuti di siti web.

Ad esempio, un blog come questo viene gestito con WordPress, il cms più comune per questo tipo di utilizzo.

Sul mercato (ed in rete) si trovano una miriade di offerte e software di questo tipo.

Si va da ottime soluzioni open source, a piattaforme sviluppate per ambiti molto specifici, con funzionalità pensate ad hoc.

Logicamente non esiste una soluzione migliore delle altre.

Per mia esperienza diretta, quello che conta maggiormente è che il cliente inesperto sia nelle condizioni per operare una scelta di buon senso, in base alle sue necessità.

Per far questo è importante tener presente queste discriminanti:

1. E’ meglio che il cms sia interamente web based, in modo tale che i contenuti del sito possano essere aggiornati da qualsiasi pc connesso alla rete, senza bisogno di avere dei software installati.

2. Un buon cms oltre che permettere l’aggiornamento dei contenuti delle pagine esistenti, dovrebbe consentire all’utente di crearne di nuove, modificando l’albero di navigazione nei suoi vari livelli.

3. La web agency incaricata dello sviluppo del sito deve avere il completo controllo del cms. Questo punto è particolarmente importante, in quanto oltre a poter sviluppare delle eventuali funzioni ad hoc per il cliente, la web agency potrà far fronte rapidamente a piccoli inconvenienti tecnici che possono sempre capitare. Nella pratica si assiste invece all’incapacità della stessa web agency che ha sviluppato il sito, di porre rimedio a qualche problema, anche di poco conto, non avendo il completo controllo del cms.

4. Un buon cms deve consentire un’ottima flessibilità a livello grafico alla web agency che sviluppa il sito. Ciò permette di ottenere un sito con un progetto grafico che possa differenziarlo anche in modo molto marcato rispetto ad altri siti che utilizzano lo stesso software per la gestione dei contenuti. Alcune soluzioni open source, ad esempio, sono penalizzate sotto questo aspetto da un “marchio di fabbrica” grafico inconfondibile.

5. Attenzione alla capacità del cms di generare pagine adatte alla visualizzazione cross browser, ossia mediante l’utilizzo dei più comuni software per la navigazione in internet senza che il sito cambi aspetto da uno all’altro.

Qui sotto trovate una presentazione a slide del CMS Lemonfour.

Realizzare siti web utili ed efficaci: l’importanza della consulenza preventiva.

Mi rendo conto sempre di più che il concetto di ”fatto su misura” legato allo sviluppo di siti web non è più percepito e valutato dalle aziende nella maniera corretta.

La colpa è da attribuirsi in primis a quelle agenzie che per ovvi motivi di business facile non danno al cliente una corretta informazione su come rendere efficace un progetto di comunicazione in Internet attraverso il sito. Ne avevamo già discusso qui.

Sorrido per non piangere quando vedo proposte del tipo “il tuo template web da 30 a 300 euro su misura per la tua azienda!“.

La prima cattiva informazione che viene data da questo tipo di messaggio è che il concetto di ”fatto su misura” sia solamente legato all’elemento estetico, e che quindi l’efficacia del sito si relazioni solo al fatto di poter inserire liberamente delle foto all’interno di un semplice template.

La seconda cattiva informazione che viene data da questo tipo di messaggio è che il cliente disponga già di tutte le conoscenze e le competenze per rendere efficace un progetto web, partendo ancora una volta da un semplice template.

La terza cattiva informazione che viene data da questo tipo di messaggio è che un sito efficace si possa realizzare rapidamente e senza il bisogno di una pre-analisi approfondita.

Un progetto così pianificato non è utile all’azienda.

Quando è utile un progetto web?

Quando è il frutto di una consulenza preventiva da parte dell’agenzia.

Solo una consulenza preventiva può infatti far emergere i punti chiave che deve rispettare un sito web per poter essere utile ed efficace, andando a valutare:

  1. le caratteristiche del mercato-web per i prodotti/servizi offerti dall’azienda
  2. le caratteristiche stesse dei prodotti/servizi offerti dall’azienda
  3. gli obiettivi e le aspettative che si pone l’azienda

Da non tralasciare poi l’elemento “credibilità” di cui avevo discusso in questo articolo

Certo, il budget ha comunque il suo peso nell’identificazione della soluzione da adottare; se però diventa l’unico fattore che ne determina la scelta (senza quindi valutare la bontà o meno dello strumento), non stupiamoci poi se non si ottengono dei risultati soddisfacenti.

E non diamo la colpa a Internet!

Realizzare siti web credibili: i segreti svelati dalla Web Captology.

Molte volte abbiamo parlato delle caratteristiche che deve avere un blog aziendale per essere efficace in termini di visibilità e di credibilità , e con altrettanta dedizione abbiamo sviscerato le componenti vincenti di una campagna AdWords.

Non vorrei però che l’attenzione rivolta verso questi efficaci strumenti di lead generation e lead nurturing facesse venir meno agli occhi delle aziende l’utilità di quello che è invece la base fondante della presenza web, il sito

Tanto importante è infatti l’influenza che può avere un sito in termini di sviluppi commerciali per le aziende, che lo Stanford Persuasive Technology Lab ne ha fatto uno studio accurato, delineando alla fine le caratteristiche imprescindibili che un sito deve avere per poter esercitare un’influenza attiva sui comportamenti e sui processi decisionali delle persone che vi navigano.

L’impostazione dello studio è incentrata appunto sulla Captology, ossia su questa particolare capacità persuasiva che la tecnologia (e quindi anche il Web) può esercitare su chi la utilizza. Tale ricerca, effettuata su un campione di più di 2600 persone chieste a valutare la credibilità di centinaia di siti, ha portato a alla stesura di un decalogo delle linee guida per la credibilità di un sito web. Eccole:

  1. Fornire le fonti delle informazioni pubblicate per rendere possibile la verificabilità dei contenuti
  2. Evidenziare l’esistenza di una vera organizzazione legata al sito e quindi espressa dal sito
  3. Sottolineare la professionalità e le skills delle persone che compognono l’organizzazione, ed eventualmente dei collaboratori esterni
  4. Enfatizzare inoltre la serietà e l’affidabilità di tali persone
  5. Facilitare la possibilità di contatto con l’utente
  6. Anche l’impostazione grafica deve tramettere professionalità
  7. Rendere semplice e intuitiva la navigazione
  8. Aggiornare spesso i contenuti
  9. Limitare l’invasività della pubblicità, e, se viene fatta, separare nettamente l’ambito contenutistico da quello promozionale
  10. Evitare errori grammaticali, link inesistenti, e qualsiasi altra forma di incorrettezza

Non vi nascondo che molte delle regole elencate qui sopra generalmente sono già un asset di una web agency che lavori in maniera professionale (anche se le eccezioni sono molte). Questi elementi quindi li considero per la maggior parte già acquisiti dalle solide agenzie web.

Voglio invece alargare gli orizzonti della “credibilità web”, riprendendo un’interessante articolo di Matteo dove viene analizzata la questione sotto un’ottica completamente rovesciata, ossia considerando quello che non bisogna fare.

Nello sviluppo di un sito web gli errori che non bisogna commettere sono:

  1. Realizzare un sito web pesante
  2. Far realizzare un sito difficile da aggiornare
  3. Far realizzare un sito senza pensare a come generare traffico
  4. Non utilizzare una newsletter
  5. Non integrare il sito con campagne off line
  6. Far realizzare il sito a persone non competenti

Conclusione? Evitare il fai-da-te o il fai-fare-a-mio-cugino, e valutare bene, come buon primo test, la credibilità del sito della tua potenziale web agency!

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