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Vendere su eBay: analisi dei costi

Anche un’azienda può vendere tramite eBay.

Se vendi tramite eBay, ci sono alcuni indicatori di performance da tenere sotto controllo.

Questi sono:
1) il margine lordo (prezzo di vendita deivato - costo della merce)
2) il costo delle commissioni eBay
3) il costo Paypal
4) gli altri costi variabili: resi, logistica, etc

Uno dei costi ai quali prestare maggior attenzione è quello delle commissioni eBay: una giusta strategia di inserzione può permetterti di ridurli, ottimizzando il tuo profitto.

C’è poi un altro elemento da tenere in considerazione: la complessità per transazione. E questa è legata al prodotto.

Mi spiego: ci sono alcuni prodotti che sono facili da gestire. Non si rompono durante il trasporto. Non danno problemi di reso. Il cliente li capisce subito dall’inserzione e non fa tante domande via email.

Altri invece prodotti, invece, generano forte complessità organizzative. E talvolta conviene eliminarli dal tuo catalogo di offerte, anche se in apparenza producono profitto.

Infine, un altro aspetto da considerare è la cassa. Su alcuni prodotti hai un ciclo di circolante favorevole. Su altri meno.

Nel valutare quale tra i tuoi prodotti vendere tramite eBay, tieni conto anche di questi aspetti nel tuo ideale “conto economico per prodotto”.

A tale proposito, trovi un approfondimento in questo articolo su eBay e aziende.

Ecco il Webchising: funzionerà?

E’ da poco stato lanciato webchising.it.

Già dal nome, il sito cerca di introdurre in ambito web un concetto ultimamente tra i più gettonati da chi vuole intraprendere una propria attività economica: il franchising.

Il sito permette di aprire gratuitamente un negozio online, nel quale proporre una selezione (o in teoria anche tutti) dei 1.500.000 prodotti a catalogo disponibili per la vendita.

Chi apre il negozio non deve occuparsi di nulla, se non di acquisire una certa visibilità; gestione della transazione, logistica e quant’altro sono di competenza di chi fornisce il prodotto.

Al titolare del negozio viene riconosciuta una percentuale del 10% sulle vendite.

L’idea di per se stessa è tutt’altro che nuova per il web, basti pensare al concetto di affiliazione.

E’ innegabile però che abbia anche degli aspetti innovativi.

In primo luogo credo che la scelta azzeccata, come anticipavo prima, sia stato legare l’iniziativa al concetto di franchising, attività entrata ormai nel “sentire comune” molto più del concetto prettamente web di affializione.

Inoltre, da quanto ho visto da un’analisi sommaria del sito, è sicuramente apprezzabile la facilità d’uso dell’intero sistema, che lo rende adatto ad una fetta davvero enorme di utenti.

Credo però che l’aspetto più interessante sia il fatto che ogni titolare di negozio possa cambiare testi e foto del prodotto.

In questo modo, ognuno può metterci davvero del suo nella vendita dei prodotti proposti, sfruttando magari la propria competenza in una nicchia molto specifica, oppure la conoscenza diretta di un prodotto come consumatore.

Le mie perplessità riguardano la percentuale del 10%, che secondo me rischia di essere davvero troppo bassa, soprattutto per certi prodotti.

L’errore più grande che gran parte dei “negozianti” commetterà, sarà sicuramente quello di lanciarsi in campagne AdWords sfrenate, entrando magari in concorrenza con altri affiliati al Webchising, rischiando di avere costi di acquisizione clienti assolutamente sproporzionati rispetto alle vendite.

Comunque sia, il progetto mi sembra ben realizzato, e credo che, per qualcuno che ha già un sito che genera molto traffico, possa valer la pena fare un tentativo.

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