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9 Maggio 2008 — centri commerciali, comunicazione
Guardate la foto.

Un fotoritocco che ha trasformato una nuvola nel logo Apple? Sbagliato: è tutto assolutamente reale.
Si tratta infatti di una interessante soluzione sviluppata da un’azienda statunitense, che ha realizzato un macchinario capace di modellare come si desidera una particolare sostanza schiumosa, la quale è in grado poi di ”volare” per via di un peso specifico più leggero dell’aria (mantenendo ovviamente la forma assunta per tutto il periodo di “navigazione”).
Guardate in questo video altre simpatiche realizzazioni.

Vi devo dire la verità, l’idea non mi dispiace affatto.
Non è sicuramente la killer application per spingere la brand awareness, ci mancherebbe; credo invece che possa essere d’impatto in particolari contesti, come durante eventi (tipo fiere, concerti, manifestazioni sportive, …) ed in altri luoghi pubblici come all’esterno dei centri commerciali (magari a fianco di altre attività promozionali già analizzate in questo articolo).
Questa forma di promozione si può quindi far rientrare in quel calderone di micro-attività-satelliti al piano di comunicazione istituzionale (a fianco per esempio di mirate campagne gadget di cui qui trovate articoli interessanti), con il preciso obiettivo di aiutare l’assimilazione del brand.
11 Aprile 2008 — centri commerciali, generale, trovare clienti
Ho trascorso questa mattina un pò di tempo nel web per vedere come si stanno muovendo gli ambienti marketing in Italia in relazione al tema “olfatto come mezzo per fare business“; voglio infatti capire se gli erogatori di profumi posti in prossimità dei punti vendita riescano o meno ad influenzare il processo decisionale d’acquisto delle persone.
A dire la verità non ho trovato molto, se non un paio di articoli molto interessanti di Ilaria Cardini (questo e questo) e qualche discussione (qui , qui e qui). Andando invece oltre oceano, lo scenario cambia: aumentano le informazioni, aumentano le analisi e le case history.
A prima vista si direbbe che il partito degli scettici sia in netta maggioranza: viene infatti interpretata come una tecnica di marketing troppo invasiva, potenzialmente molesta per persone sensibili. Si individua poi come fattore altamente limitante l’estrema soggettività del gusto personale nel giudizio di stessi profumi/odori.
A questo scetticismo rispondono però dei dati molto interessanti, riguardanti il livello degli investimenti fatti dalle Ad Companies statunitensi in questo settore:
Tra le aziende che vendono prodotti e tecnologie per fare “scent marketing” nei pdv e in luoghi pubblici in genere, ho individuato l’australiana Atmosfera; molto interessante è la lettura dei loro casi di successo, tra cui segnalo:
-
PROMOZIONE DI ALIMENTI IN SUPERMERCATI: l’emanazione di essenze legate ad uno specifico prodotto hanno portato ad aumenti nelle vendite del 170% sui formaggi, 340% sui prosciutti affumicati, 91% su coca-cola, 100% su salse al pesto,…
L’elenco poi continua con molti altri esempi.
Personalmente sono convinto che nel settore alimentare queste tecnologie abbiano (e avranno) un indubbio successo: un buon aroma chiaramente ha notevoli effetti se stimola necessità istintive e primordiali quali il bisogno di mangiare, generando quindi acquisti impulsivi (c’è poi una diretta correlazione tra prodotto>profumo).
Se invece si va su prodotti il cui acquisto è più elaborato, e dove non c’è questa diretta associazione tra prodotto e profumo, credo che i risultati non siano così automatici e di facile ottenimento.
La difficoltà sta proprio nell’individuare l’essenza che riesca ad avere per quel particolare prodotto la miglior risposta dal mercato. E in questo caso la ricerca diventa elemento essenziale (ecco il perchè di quella previsione di spesa di 500 milioni di $).
Bene. Con la promessa di tenervi aggiornati sul tema, vi saluto ponendomi un quesito: che sia mai possibile generare dal nulla un efficace “logo olfattivo“?
30 Marzo 2008 — applicativi, centri commerciali
Quando creatività e senso degli affari abbracciano una tecnologia utile, le possibilità di dar vita a business interessanti sono molto concrete.
Questo è il caso del connubio tra la tecnologia Flash e i dispositivi mobili come cellulari, palmari o lettori MP3.
E’ recentemente nata infatti Flash Lite, la versione “mobile” di Flash, piattaforma tecnologica che consente di integrare il Flash Player con tutte le sue funzionalità nei comuni cellulari, PDA, ecc…

Non voglio soffermarmi sul lato prettamente tecnico, per il quale vi rimando al blog di un nostro collaboratore che ritengo sia uno dei principali punti di riferimento in Italia; voglio analizzare invece le potenzialità di business di questo nuovo strumento.
Tralasciando il mondo Games (dove chiaramente che le soluzioni sono infinite), le applicazioni più interessanti secondo il mio punto di vista sono quelle legate all’ambito “azienda” come vero e proprio strumento per fare marketing.
Faccio un esempio.
Una catena di negozi di abbigliamento, posiziona all’interno dei propri punti vendita dei totem informativi dai quali tutti i clienti possono liberamente scaricare (proximity marketing) nel loro cellulare il catalogo prodotti , in modo da poterlo visionare in qualsiasi momento, o mostrarlo ad amici e conoscenti.
Facciamo un passo ulteriore: oltre al catalogo si può scaricare anche un mini-gioco, dove al raggiungimento di un determinato punteggio si ottiene un buono sconto per un determinato servizio o prodotto.
Questo è un semplicissimo e banale utilizzo che si potrebbe fare della tecnologia Flash Lite; progetti più corposi sono già in cantiere in casa Adobe, e non vi nascondo che anche in casa nostra si stanno sviluppando soluzioni molto interessanti, che in futuro vi descriverò.
Il punto centrale è che con questa tecnologia le aziende possono fare un “raffinato” marketing one-to-one, sia a livello di b2b che di b2c, e condurre efficaci campagne di fidelizzazione personalizzate.
Al momento attuale siamo in una fase particolarmente indicata per spingere in questa direzione: siamo davanti ad una tecnologia relativamente nuova con un ampio raggio di applicazione, con un potenziale di ritorni elevato ma non pienamente sfruttato, e con un costo di sviluppo contenuto.
Che sia l’ennesimo caso in cui il “first mover” vince?
5 Marzo 2008 — centri commerciali
Probabilmente per alcuni di voi l’utilizzo delle scale mobili come “veicolo” comunicativo per promuovere determinati prodotti non rappresenta una novità: per chi invece non ne sa nulla, questo articolo sarà un’esaltazione di quello che il meraviglioso mondo della creatività e dell’intuizione umana può dar vita!
Iniziamo con le mitiche rotelle alla liquirizia, che sembrano non finir mai…

(rif. Bloguerrilla)
…a seguire le stampanti che contiunano ininterrottamente a lavorare, mantenendo la miglior qualità di stampa…

(rif. blog.guerrillablog.com)
…l’evidenziatore che sempre sottolinea ma non si scarica…

(rif. Bloguerrilla)
…un parco divertimenti dalle emozioni infinite…

(rif. Microbug)
…le batterie dalla durata illimitata…

(rif. PlayComet)
…e per concludere il parrucchiere dalle mille soluzioni”!

(rif. Bloguerrilla)
Non spendo parole sull’efficacia di queste azioni comunicative, “evidentemente troppo evidente”.
Ritengo che nei Centri Commerciali il loro impiego, scarso se non inesistente, sia molto sottovalutato; la ricettività umana sollecitata da queste forme comunicative agisce come una Polaroid, scatta e memorizza all’istante, e scatena il passaparola.
Una killer application del Marketing??
26 Febbraio 2008 — applicativi, centri commerciali
La principale unità di misura economica di ogni attività web-based, il “Click”, è stata ormai da tempo analizzata e sviscerata in ogni suo minimo componente; il fine ultimo è sempre stato quello di interpretarne i segreti, di studiarne i comportamenti e le reazioni a determinati eventi, e, in primis, di capire come esercitare su di essa precise influenze a proprio vantaggio.
Ci sono a mio avviso altri sistemi altrettanto interessanti dove l’interazione uomo-applicazione può generare business da non sottovalutare; mi riferisco alla dimensione “Touch”, ossia a quegli apparati dove viene meno l’intermediazione del mouse e la persona dialoga direttamente con la macchina toccandola in un monitor sensibile.
Per approfondire l’argomento, credo che la miglior cosa sia analizzare direttamente un caso pratico, una nostra realizzazione: la Digital Directory. Di cosa si tratta? Ecco qui una sua anteprima:

La Digital Directory è, da un punto di vista strutturale, un sistema composto da un totem dotato di monitor touch screen e da un software di consultazione in tecnologia Flash, in grado di auto-aggiornarsi e di essere gestito da remoto via collegamento UMTS.
Questo sistema, realizzato in collaborazione con Baroni Srl di Vicenza, è stato installato in numerosi Centri Commerciali distribuiti nel territorio nazionale; posizionati in siti ad alto “traffico di clienti”, permettono all’utente del centro di:
- Reperire Informazioni generali sul Centro Commerciale come orari, servizi, parcheggi,…;
- Accedere a informazioni sul singolo negozio come la sua ubicazione, l’indicazione su come raggiungerlo dal punto nel quale ci si trova, il settore merceologico e i marchi trattati, eventuali cambiamenti negli orari di apertura,…;
- Consultare particolari promozioni attive al momento presso ogni negozio;
- Conoscere la pianificazione di eventi ed animazioni che avranno luogo nel centro.
L’analisi degli accessi ha evidenziato che l’utilità della Directory non si è esplicitata solo nella semplice sostituzione delle tradizionali directory cartacee, ma in primis nella facilità di reperimento di informazioni commerciali e promozionali di ogni singolo negozio.
Ogni esercente infatti può far pubblicare all’interno del suo spazio numerose offerte e promozioni che riescono a raggiungere i clienti del centro in maniera più diretta ed interattiva, con un conseguente effetto positivo sulle vendite. La facilità e rapidità di aggiornamento del totem, che avviene grazie ad un processo automatico via UMTS, lo rende uno strumento estremamente flessibile e adatto a continue e mirate politiche di marketing.
E questo, a mio parere, è solo un punto di partenza per l’allargamento dei servizi che si possono offrire, e per l’estensione del suo ambito di applicazione.
Passaggio prossimo ed obbligato nell’ampliamento dei servizi della Directory sarà l’integrazione con la Carta Fidelity, grazie alla quale sarà possibile il riconoscimento personale del cliente e la pianificazione di strategie di fidelizzazione legate alla presenza nel Centro. Potranno poi essere realizzate delle applicazioni mobile per cellulari e palmari direttamente scaricabili dal totem, che informeranno i clienti su eventi e promozioni del centro. Lo scenario è evidentemente molto vasto.
Allo stesso modo la flessibilità dell’applicazione ben si adatta ad essere applicata in altri settori, sia pubblici che privati.
Per una visione demo del funzionamento della Digital Directory, potete pure inviarmi una richiesta via e-mail al mio indirizzo sandro.rampazzo@lemonfour.it ; sarò felice di passarvi le chiavi di accesso web per “toccare con un dito” le potenzialità della nostra soluzione.