Articoli dal June 2008 ↓
30 June 2008 — blog
Il blog aziendale si è rivelato un efficace strumento a supporto delle politiche commerciali delle aziende nostri clienti. Ti spiego perchè.
Il blog aziendale ti aiuta a comunicare credibilità al cliente.
Partendo dal dato di fatto che qualsiasi cliente prima di decidere si informa, se vendi prodotti o servizi (b2c e b2b) il blog diventa allora il mezzo per comunicare la credibilità della tua offerta a tutti i tuoi potenziali clienti.
Questo è valido per tutti i settori economici, anche quelli che a prima vista sembrerebbero incompatibili con una comunicazione-promozione web; per fare un esempio, anche chi produce minuterie metalliche di precisione ha delle core competences e delle caratteristiche di lavorazione e prodotto che se comunicate in una determinata maniera possono influire sulle scelte del potenziale cliente.
Il blog aziendale ti aiuta a vendere di più.
Abbiamo visto che che il blog è un ottimo strumento per trasmettere credibilità: se hai un blog interessante e credibile, lo puoi utilizzare per mantenere costantemente vivi i rapporti con clienti e potenziali clienti, presentando informazioni utili ed interessanti capaci di qualificare la tua offerta e di conseguenza accelerare e facilitare il processo di vendita.
Il blog aziendale ti supporta il commercio elettronico.
Il prezzo non è l’unica chiave che decide le sorti di una vendita on-line: la componente “giudizio sul venditore” da parte dei clienti sta assumendo infatti un valore sempre più determinante.
Le strategie basate sul continuo ribasso dei prezzi sono pericolosamente instabili, e non favoriscono una logica di rapporto di lungo periodo con il cliente (chi ti sceglie per il prezzo economico con estrema facilità potrà abbandonarti per un fornitore più economico di te); le strategie basate invece sulla relazione, dove il cliente acquista da te per via del valore che dai alla tua offerta, valuta con meno enfasi la componente prezzo, ed è più incline all’acquisto ripetuto.
Il blog ti aiuta a lanciare un nuovo prodotto nel mercato.
Con il blog, visto quanto detto fin’ora, prima del lancio di un nuovo prodotto puoi fornire ai potenziali clienti tutte quelle informazioni che stimolano interesse: puoi aggiornarli sulle fasi di sviluppo prodotto, sulle motivazioni di alcune scelte, su aspetti tecnici ed umani del prodotto e del processo che lo ha generato.
Concludendo, abbiamo sperimentato che grazie al Blog si riesce ad “educare” il cliente, orientandolo quindi nel processo decisionale d’acquisto.
26 June 2008 — web marketing
Oggi mi è venuta una curiosità…
volevo dare un’occhiata alla differenza tra quante persone usano Internet perchè vogliono vendere, e quante perchè vogliono comprare.
Allora sono andato su Google Trends e ho confrontato (in Italia) 2 parole chiave: vendere vs vendita.
Ecco cosa ne è venuto fuori:

Sono molte di più quelle che cercano chi vende! cioè, come era facile prevedere, sono molti di più le persone che vogliono comprare.
25 June 2008 — vendite
Ecco la versione del celebre proverbio con protagonista la gallina che sento più attinente a ciò di cui mi occupo ogni giorno…
Perchè le aziende con le quali vengo a contatto si prefiggono l’obiettivo di aumentare le proprie vendite acquisendo nuovi clienti.
Tuttavia, alcune di queste mi danno la sensazione di inboccare contromano il circolo virtuoso clienti/vendite.
Magari perchè investono molto per acquisire quelle che comunemente vengono definite tecniche di vendita, e molto meno nella creazione di un sistema di vendita e di acquisizione contatti efficace ed automatizzato.
Ne parlavo recentemente anche qui.
E’ per quello che mi pongo la domanda che fa da titolo a questo post…
La risposta per me è:
Qualsiasi attività economica ha alla base le vendite (quindi i venditori), ma le vendite hanno alla base i clienti.
Quindi, in quest’ottica, è necessario che “nasca” prima il cliente e poi il venditore.
Ossia occorre innanzitutto che l’azienda, magari attraverso il web, si garantisca un flusso continuo di richieste di potenziali clienti, interessati ai prodotti o servizi offerti.
Successivamente essa si potrà concentrare sull’affinamento di quelle attività che garantiscono un’incremento della percentuale di chiusura commerciale.
Sulla scorta di queste considerazioni si può fare anche un passo avanti, arrivando a identificare un altro elemento cruciale della faccenda.
Ossia che, mentre l’acquisizione di particolari abilità commerciali si intende sempre legata ad una persona, l’ottenimento di un efficace sistema di vendita come sopra descritto si presta a diventare un asset aziendale.
E sappiamo bene che in azienda… persone volant, asset manent!
Ok, ma visto che come detto, con queste questioni ci convivo ogni giorno, mi sono anche chiesto: “che contributo posso dare alla spinosa faccenda?”
Per restare in tema avicolo, il mio uovo di colombo è stato fare, insieme a Nicola, una cosa che avevamo in mente da tempo.
Intervistare le aziende nostre clienti che, sfruttando al meglio le campagne di acquisizione contatti commerciali attraverso internet, erano arrivate ad un’elevato grado di efficienza in tema di “vendite a contatti provenienti da web”.
Poi, una volta raccolte le loro cronache dal campo di battaglia, abbiamo pensato a come renderle esemplificative ed applicabili al maggior numero di ambiti aziendali possibili.
La “cosa” che abbiamo ottenuto, l’abbiamo chiamata, guarda caso, Vendite Web…
Senza perdermi in ulteriori presentazioni, vi rimando alla pagina che potete vedere cliccando qui.
23 June 2008 — adwords, trovare clienti
Trovare nuovi clienti con Internet e vendere nel web, a quanto pare, sono delle attività che richiedono non solo specifiche competenze di marketing, ma anche un attributo molto, molto particolare.
Lo ho scoperto digitando in Google le parole chiave “aumentare clienti”: accanto ai risultati naturali, dove appunto controlliamo il posizionamento dei nostri siti e blog, appare in AdWords un annuncio che mi ha fatto molto riflettere. Cliccate sulla miniatura, guardatelo e poi ne discutiamo.

Ecco.
Come vi dicevo, appena ho visto quell’annuncio ho pensato subito alla classica cattiva gestione degli account AdWords, quando appunto vengono creati, settati, controllati nel tempo in maniera errata o troppo superficiale (ci capita spesso infatti di intervenire in campagne attive che per la loro non corretta impostazione ed errata gestione causano pesanti sprechi di budget, che potrebbero essere invece utilizzati, sempre con lo stesso strumento, in maniera più redditizia).
Riflettendoci un attimo però mi è venuto il dubbio che potesse essere invece una campagna di comunicazone molto oculata: per una realtà che desidera promuovere come in questo caso i propri servizi di potenziamento virile, lo scontro frontale su keyword “dirette” (che ben potete immaginare ma che non riporto) potrebbe essere abbastanzanza impegnativo in termini di budget.
Se si arriva invece allo stesso potenziale cliente attraverso vie secondarie più economiche, allora si può raggirare la concorrenza e fare margini migliori: l’imprenditore, quindi, che non riesce a trovare nuovi clienti o ad aumentare le vendite, entra in una fase di stress ed ansia che molto probabilmente influisce poi anche a livello di prestazioni.
Questo è un caso molto particolare, ovviamente, ma la filosofia di fondo è corretta, ed è quella che applichiamo nella gestione degli account AdWords dei nostri clienti: l’obiettivo infatti non è solo quello di sviluppare contatti con potenziali clienti in Italia o all’estero o di far vendere di più; si deve necessariamente ottimizzare lo strumento per diminuire i costi, e per indirizzare gli investimenti laddove il rendimento è maggiore.
20 June 2008 — marketing
Se stai analizzando la tua base clienti per trarne indicazioni operative, ecco alcune idee…
Queste idee sono particolarmente adatte per modelli di business con tanti clienti, ad acquisto ripetuto.
Si può suddividere la base clienti in questi gruppi…
Nuovi clienti: sono quelli che hanno effettuato da poco il primo ordine. Spesso uno degli aspetti più utili è portarli rapidamente al secondo acquisto.
Clienti attivi: spesso portano alla maggior parte delle vendite e del profitto
Clienti in declino: sono quelli che stanno per acquistare meno. C’è un motivo? C’è un modo per riattivarli?
Clienti non attivi: sono quelli che non acquistano da tempo, ormai non più fidelizzati. Su questi si possono pensare campagne marketing apposite, per cercare di riattivarli
Clienti appena riattivati: sono quelli che erano diventati “infedeli” ma che recentemente sono stati recuperati.
Per altre idee sull’argomento, puoi leggere questo articolo su database marketing e commercio elettronico.
19 June 2008 — brand
Quali sono i vocaboli che la gente associa ai vari brand?
Poteva, una domanda del genere, non essere declinata in “salsa web 2.0″?
Ovviamente no, e quindi ci ha pensato BrandTags…

Il sito si basa sul comune uso di tag, utilizzati appunto dai siti in stile web 2.0, e propone una classificazione secondo questo metodo, dei più popolari brand, americani e mondiali.
Personalmente, oltre ad aver dato un’occhiata ai (pochi) brand italiani in lista (Ferrari, D&G, Fiat e poco altro…), sono rimasto stupito dal grosso livellamento tra i tag proposti dagli utenti e i concetti su cui puntano da decenni le aziende che li posseggono…
Per carità, non che pensassi che miliardi di $ spesi in pubblicità ogni anno non avessero alcun effetto sul cervello di tutti noi, ma pensavo che, almeno, una percentuale maggiore di utenti utilizzasse il servizio con un pò più di spirito di rivalsa!
Insomma, pensavo che potesse servire per togliersi qualche sassolino dalle scarpe, nei confronti di coloro che ormai occupano più della metà delle riviste che sfogliamo, per non parlare della televisione!
18 June 2008 — generale, trovare clienti, vendite
Aumentare le vendite è l’obiettivo principale di ogni realtà economica, non v’è dubbio, e il pensiero macchiavellistico de “il fine giustifica i mezzi” trova numerosi seguaci.
La comunicazione è sempre stato (e sempre lo sarà) questo mezzo per arrivare alla vendita, e siamo testimoni del fatto che l’ingegno umano si sforzi continuamente nella ricerca di sue nuove forme e di suoi nuovi ambiti di applicazione, per individuare la configurazione che massimizzi gli investimenti fatti.
Qui però mi sa che siamo andati un pò oltre: la Doritos, famosa marca di snack, grazie al supporto dell’Università di Leicester, ha effettuato giovedì scorso la prima campagna promozionale nello spazio. Target clienti? Gli alieni.
Ecco i dettagli del progetto:
- video promozionale di 30 secondi tradotto in codice binario (0 1);
- trasmissione del video attraverso un radar a 500 megahertz nella stazione spaziale del Eiscat, nel Circolo Artico. Cadenza 6 ore;
- destinazione, sistema solare a 42 anni luce all’interno dell’Orsa Maggiore;
- data prevista di arrivo messaggio, anno 2050;
- data prevista di ricezione primo ordine, anno 2092.
Ovviamente i ritorni di questa campagna promozionale ci saranno, è indubbio, come è indubbio che non saranno di natura “diretta”; come sempre in questi casi si punta a creare nel pubblico il famoso ”gran parlare”, che scaturisce in presenza di avvenimenti nuovi e sorprendenti.
Torniamo però con i piedi per terra: anche se non si ha il budget della Doritos nè tantomeno raccomandazioni alla Nasa, si possono ottenere ottimi risultati con mezzi molto più economici e rapidi. Meglio passare quindi dallo spazio profondo a quello web, attivando una mirata campagna Adwords con Landing Page, e seguendo le nuove regole per vendere in Internet.
I risultati arriveranno molto prima del 2092, ve lo assicuro.
17 June 2008 — trovare clienti
Alle volte accadono delle coincidenze significative, e allora ci scrivo un post!
Per 3 volte nell’ultima settimana mi sono sentito dire: “il telemarketing per me è finito…”.
A parlare, 3 clienti reduci da anni di uso di call center sia nel b2c che nel b2b, con i quali stavamo discutendo dei rendimenti attuali di tali campagne.
E’ uno di quei classici argomenti che si sentono in giro, puntualmente smentiti dalla quotidianità di ognuno di noi…
Ossia, tutti dicono che il telemarketing non funziona, però a casa ed in ufficio continuiamo a essere bombardati da qualsiasi genere di telefonata, con offerte di tutti i tipi.
Perchè? I motivi non possono che essere due: o chi parla di telemarketing in crisi racconta bugie, o le aziende pensano di non avere altre opportunità…
Propendo per la seconda ipotesi.
Ovviamente, in questi casi, quello che noi proponiamo alle aziende è di utilizzare il web come strumento di direct marketing capace di generare rapidamente, ed a costi minori, contatti qualificati con potenziali clienti.
Ok, quindi grazie al web marketing niente più telemarketing? E niente più call center se non quelli per il customer care?
Assolutamente no, si tratta solo di utilizzare al meglio il giusto mix tra questi due strumenti di marketing diretto!
Provate a pensare, ad esempio, se un call center, con tutta la professionalità e le capacità di vendita e persuasione dei professionisti che ci lavorano, potesse operare su liste composte solo da persone interessate al prodotto o servizio proposto…
Non solo, ma anche che siano gli interessati a richiedere un riscontro telefonico, quanto più immediato possibile, ad una loro precedente manifestazione di interesse, formulata attraverso il web…
Call center composti magari da meno persone, più qualificate, che siano quindi da complemento alla capacità del web di intercettare le richieste di un pubblico attivo e non più semplice target indistinto.
Attraverso quel “tocco umano” che può fare sempre la differenza.
Il telemarketing non è finito, può anzi vivere una nuova giovinezza, magari sdoganandosi dalla comune visione di mezzo di marketing intrusivo e fastidioso.
13 June 2008 — ecommerce
Anche un’azienda può vendere tramite eBay.
Se vendi tramite eBay, ci sono alcuni indicatori di performance da tenere sotto controllo.
Questi sono:
1) il margine lordo (prezzo di vendita deivato – costo della merce)
2) il costo delle commissioni eBay
3) il costo Paypal
4) gli altri costi variabili: resi, logistica, etc
Uno dei costi ai quali prestare maggior attenzione è quello delle commissioni eBay: una giusta strategia di inserzione può permetterti di ridurli, ottimizzando il tuo profitto.
C’è poi un altro elemento da tenere in considerazione: la complessità per transazione. E questa è legata al prodotto.
Mi spiego: ci sono alcuni prodotti che sono facili da gestire. Non si rompono durante il trasporto. Non danno problemi di reso. Il cliente li capisce subito dall’inserzione e non fa tante domande via email.
Altri invece prodotti, invece, generano forte complessità organizzative. E talvolta conviene eliminarli dal tuo catalogo di offerte, anche se in apparenza producono profitto.
Infine, un altro aspetto da considerare è la cassa. Su alcuni prodotti hai un ciclo di circolante favorevole. Su altri meno.
Nel valutare quale tra i tuoi prodotti vendere tramite eBay, tieni conto anche di questi aspetti nel tuo ideale “conto economico per prodotto”.
A tale proposito, trovi un approfondimento in questo articolo su eBay e aziende.
12 June 2008 — marketing
Sei sicuro di sapere quali sono i criteri che portano le persone a scegliere ciò che vendi?
Oltre ad averli individuati, sei sicuro di riuscire a metterli nel corretto ordine di priorità?
Cosa fondamentale; hai mai pensato che forse puoi intervenire su questa scala gerarchica?
Ecco il punto chiave: io non credo che ci sia bisogno di essere dei manipolatori per far questo.
Spesso basta essere dei suggeritori…
Perchè basta pensare al caos di offerte che, per ogni prodotto o servizio, una persona ha oggi a disposizione, per capire che forse può essere questa la chiave del tuo successo commerciale.
La domanda che ti stai ponendo è: “si, ma perchè dovrebbero affidare proprio a me questo ruolo?”
Ho due risposte per te.
La prima è la scoperta dell’acqua calda: hai visto cosa c’è in giro? Quanti concorrenti provano questo approccio? Non so in che mercato operi ma, credimi, ogni giorno vedo più “imbonitori” che “consulenti per gli acquisiti”.
La seconda è meno banale: perchè ad esempio, postresti cominciare a cambiare il metodo con cui ricavi i tuoi contatti commerciali, rovesciando la prospettiva fin dall’inizio, guadagnando la loro fiducia prima ancora di parlarci.
Come? Guarda qui, ad esempio.